Chissà perché i bambini che furono star del cinema (e non solo) decenni fa ora raccontano di aver passato i guai peggiori a causa del successo raggiunto. E' successo al bambino sulla cover del primo album dei Placebo (LEGGETE QUI), e pare sia successo anche a Henry Thomas, l'Elliot di E.T., ovvero il protagonista del capolavoro di Steven Spielberg del 1982. Sono passati esattamente trent'anni da allora, Henry di anni ne ha 40 e ha dichiarato che, dopo il successo del film...
ero un bersaglio facile: tutti cercavano di mettermi la testa nella tazza del cesso e tirare lo sciacquone. Forse era gelosia, forse solo che eravamo ragazzi: non capivano perché ero tornato a scuola dopo tutto quel successo. Dovetti chiudermi in casa per un po’, e provai anche l’homeschooling per paura di varcare la soglia della scuola: fu dura, ma poi le cose migliorarono.

(Henry Thomas oggi, foto Kikapress)
Ora Henry vive a Los Angeles con la moglie e i tre figli, e suona in una band, con cui suona spesso anche nel garage di casa. Henry fece il provino per la parte di Elliot quando aveva 9 anni, davanti a quello che era il suo idolo dell'infanzia, ovvero Spielberg, di cui aveva amato il primo Indiana Jones. Il titolo del progetto all'inizio era "A boy's life" e del regista Henry racconta che
aveva paura che gli rubassero l’idea, era ultraparanoico: tutte le sceneggiature erano numerate, e quando ne prendevi una dovevi firmare un documento
Ora Henry è molto più tranquillo di allora ed ha fatto pace con se stesso e con il film che lo ha portato al successo per un po' di tempo. All'inizio ha odiato essere stato protagonista di E.T., ma col tempo è venuto a patti col suo passato e ha capito che si può essere fieri di aver preso parte ad uno dei più importanti film della storia recente. Henry ha anche raccontato un divertente aneddoto sulle riprese del film e, soprattutto, dell'amico extraterrestre:
la persona con cui era in assoluto più facile lavorare era il pupazzo E.T. Era una creatura meccanica, ma quando attraversava la scena scivolando era animato a turno da un ragazzo di 12 anni nato senza gambe (Matthew De Meritt) e da due nani (Tamara Treaux e Pat Bilon) che amavano fare scherzi. Quando sul set passava una bella ragazza, E.T. faceva l'occhiolino. E poi ci fu la volta che il truccatore che spruzzava d'acqua E.T. per mantenere umida la sua carnagione si dimenticò di avere a che fare con un pupazzo e gli disse: «Volta la testa». L'operatore di turno lo sentì e, tra lo stupore generale, il pupazzo voltò la testa davvero.
Vi siete commossi un pochino?
Fonte: Vanity Fair

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