Ryoichi “Keroppy” Maeda: Ho iniziato a occuparmi della cosa nel 1992 mentre lavoravo per Nyan 2 Club, una piccola rivista giapponese sul lato estremo della body modification. Poi nel 1995 mi sono trasferito a Burst, la prima rivista a trattare su larga scala argomenti come piercing, tatuaggi e, appunto, body modification.
V: Fico. A quei tempi, che genere di cose faceva la gente al proprio corpo?
RKM: Niente di anche lontanamente paragonabile a ciò che fanno ora. La roba più estrema iniziò ad arrivare grazie a internet, intorno al ”˜96 o ”˜97.
V: Quindi soltanto i banalissimi piercing e tatuaggi che la gente si fa al giorno d'oggi?
RKM: Sì, ma in Giappone erano ancora tabù. Quando mi bucai un capezzolo nel 1992, scrissi il primo articolo giapponese sui piercing; poi, mi feci fare un tatuaggio a Los Angeles nel 1995 e scrissi il primo articolo sui tatuaggi. In Giappone arrivò tutto in ritardo rispetto all'Occidente.
V: Com'è possibile che i tatuaggi fossero ancora tabù? Non sono una pratica tradizionale in Giappone?
RKM: Lo sono, ma c'è una grande differenza tra i tatuaggi tradizionali giapponesi e quelli occidentali. Nei primi anni Novanta quasi soltanto gli Yakuza si facevano tatuare, e comunque nel Paese non giungevano abbastanza informazioni riguardo le moderne pratiche di tatuaggio e piercing. Come ho detto, è stato con l'avvento di internet che i giovani hanno iniziato ad accettare sempre di più lo stile occidentale, e a quel punto il lato più estremo della body modification iniziò a guadagnare popolarità in Giappone.
V: Quindi la gente iniziò a interessarsi alla cosa non appena ne venne a conoscenza?
RKM: Sì, esattamente.
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