Hanno fatto sesso in quattro nella stessa stanza, ma il cattivo gusto non è stato quello dei ragazzi nel farlo (libertà prima di tutto). Il cattivo gusto è stato quello di chi ha scelto come mandare in onda la scena. A Jersey Shore, programma cui Tamarreide si ispira, una cosa del genere non è mai accaduta. Hanno fatto vedere di tutto (censurando il censurabile), ma le questioni ormonali appartenevano a quel tipo di cose lasciate fuori dalla scaletta della messa in onda. Il motivo è semplice, il programma non si fonda su quello, e non vuole (perché Tamarreide lo vuole) spingere su questo tipo di televisione. Negli Usa il tamarro italo-americano è un vero e proprio fenomeno di costume che coinvolge la vita quotidiana, qui è solo un modo di essere spesso finto. Far vedere quella scena, crearci sdegno intorno, è questo il fenomeno di costume italiano. In Jersey Shore sparano parolacce a raffica, c'è petting, istigazione e violenza. C'è un gusto amaro nella televisione che riprende la realtà. In Italia c'è solo la voglia di rappresentare il sudiciume. Hanno fatto sesso a quattro ieri sera? Direi di no, direi che quello che si è visto è solo quello che si vede. Cioè nulla, solo una bruttissima scena di una bruttissima fiction. In Tamarreide, nella sua produzione e in chi sceglie com tagliare quelle scene, c'è solo il pregustamento dello scandalo che si è consci di creare. E proprio per questo, farci credere che quelle quattro persone, solo perché nascoste da un effetto foschia, abbiano fatto chissà cosa, è una mossa disperata. Hanno scelto la via facile, quella tutta italiana, quella che appartiene a quel tipo di tv che sta morendo.Alessandro:
Tamarreide è una tendenza, perché la impone la TV dall'alto. Solo che è una delle diverse tendenze che ci capita di incrociare nei palinsesti. Un'altra tendenza ad esempio è la censura. Non di Tamarreide, almeno non una censura forzata, bensì ricercata, pensata, furba (offuscare l'immagine, soffocare le voci e i gridolini di un rapporto a 4 è sfacciatamente pre-pensato), ma quella di un altro tipo di spettacolo. Quello di un bacio gay nel pomeriggio, quello di Gossip Girl di due giorni fa. Quello, ancora, non potete vederlo. Ancora non potete permettervi la finzione di un amore non convenzionale. Evidentemente potete permettervi solo la finzione di un amplesso epocale, di uno spettacolo grazie a cui la TV viene poi ricordata. Perché all'apparenza la censura di Tamarreide un'imposizione al pubblico da casa, in realtà di tratta di un invito a favorire un atteggiamento (un po' machista, che si nasconde dietro l'etichetta del tamarro, appunto). La censura di un bacio gay, invece, è un'imposizione. Di una TV che ancora deve decidere cosa puoi o cosa non puoi sapere. A voi, questo, non fa terribilmente rabbia?
Sara:
C'è poco da fare: i tamarri esistono. E, sarebbe anche ora che i benpensanti ne prendessero atto. Benché Tamarreide rappresenti l'eccesso della categoria, è inutile stare qui a raccontarci che i giovani d'oggi sono tutti impegnati politicamente per il bene del proprio Paese, precari che inseguono fama e gloria e ostacolati da un sistema avverso. Non è così. Quelli che qualcosa della loro vita vogliono combinare, esistono e non lo nego: il problema è che, certe categorie di intellettuali dovrebbero rendersi conto che esistono anche i tamarri, un gran numero ragazzotti la cui unica ambizione nella vita è portarsi a letto una ragazza ubriaca fradicia in più e trattarla alla stregua di una passeggiatrice. E non è un fenomeno sociale? Eccome se lo è, e merita di essere fotografato e rappresentato. Non sarà il punto culturale più alto della storia dell'uomo, ma ciò non significa che sia meno vero: e non solo per la mera funzione rappresentativa, la fotografia che Tamarreide fa (costruendoci un po' su, ma qui è un altro discorso) può anche servire da monito per il pubblico, per far capire e in qualche misura prevenire un dilagante aumentare di certi atteggiamenti che sono sintomo di un'arretratezza culturale non indifferente.Guarda la puntata:

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valentina lunedì 1 agosto 2011 - 22.15
Tamarreide: Ketty è b... martedì 5 luglio 2011 - 11.27
stefano mercoledì 29 giugno 2011 - 7.22
Giacomo Deperu martedì 21 giugno 2011 - 13.02
Ho avuto modo di seguire pochi minuti della prima puntata per assistere indignato ad una sceneggiata omofoba di raro squallore: "me pari un frocio", "eh sì, sembri proprio forcio", "no, nun so' frocio"...
Per un omosessuale come me, cresciuto sfuggendo a minacce, botte e insulti degli adolescenti "amici" tamarri della mia epoca (spesso tanto più violenti quanto più inconsciamente attratti...), assistere a questo indegno spettacolo è deprimente e deludente.
A costo di sembrare un "piagnone bacchettone", non posso non notare che, se ad essere presi di mira fossero stati ebrei o persone di colore, questa trasmissione sarebbe stata soppressa subito... Dunque, qual è il messaggio che passa? Che contro i froci si può IMPUNEMENTE dire di tutto, essere "MASCHI" è un valore da contrapporre alla "frocitudine", che la "femmina" è un accessorio del tamarro Superman: davvero un risultato consolante nel 2011...
Per noi volontari gay e lesbiche che entriamo con difficoltà e sacrificio nelle scuole a parlare di lotta all'omofobia e di omosessualità agli/alle adolescenti, magari cercando nei loro sguardi qualche richiesta d'aiuto alla quale tentiamo di rispondere con un velato incoraggiamento e con la nostra testimonianza di dignità e visibilità, queste trasmissioni sono un attentato al nostro delicato lavoro.
E ciò che resta di tanto vuoto mentale è, ancora una volta:"daje ar frocio"...