Roses: i Cranberries tornano e anche io non mi sento tanto bene [VIDEO]
I Cranberries sono tornati e neanch'io mi sento tanto bene. "Tomorrow" è il loro nuovo singolo, che anticipa un nuovo album, Roses, in uscita il 14 febbraio 2012. Sì il nuovo album dei Cranberries esce a San Valentino. Sì il nuovo album dei Cranberries ha il nome di un mazzo di fiori. Mirtilli e rose. Ho un po' di nausea a dirla tutta. Ma non ha senso, devo ascoltare la canzone. E voi con me.
I Cranberries sono tornati 10 anni dopo l'ultimo album in studio (Wake up and smell the coffee) e io non mi sento per niente bene. Tomorrow sembra ricordare tutto quello che la band irlandese aveva lasciato come testamento una decade fa, quando sembrava che non avremmo più sentito parlare di loro. Sembra che siano sempre stati talmente sicuri del loro lavoro negli ultimi anni da volerlo riproporre. Senza modificarlo poi troppo. Formula si successo non si cambia, devono aver pensato.
Quale successo però? A me gli ultimi due album dei Cranberries (quindi compreso Bury the hatchet) non hanno lasciato un ottimo ricordo. E sia chiaro, non ho intenzione di cadere in pallide polemiche, non voglio limitarmi a credere che i Cranberries debbano sfornare unicamente pezzi chiassosi, burrascosi o smaccatamente dark. I Cranberries il rock sanno farlo, anche senza gemiti di dolore o percussioni sanguinanti. Linger, ad esempio, è un grandissimo pezzo rock, degno della sua epoca.
Questa Tomorrow, invece, non mi soddisfa per niente. E' già vecchia, è già stata ascoltata da milioni di orecchie, ha già detto tutto, dopo un solo ascolto. Dopo il primo speranzoso album solista di Dolores O'Riordan (Are you listening?), dopo la fulminea delusione del suo secondo tentativo (No baggage), sin troppo melenso e soporifero, i Cranberries non hanno imparato la lezione. Una lezione che suona indicativamente così: sono passati dieci anni dal vostro ultimo lavoro, dal vostro ultimo impegno. La musica è cambiata, l'hanno cambiata le mode, l'hanno cambiata gli ascoltatori, l'hanno cambiata le case discografiche.
E no non è giusto dover rinunciare alla propria poetica e alla propria storia per soddisfare un gusto che sa di plastica, perché non ha niente a che vedere con la vera musica, ma unicamente coi soldi. Peròcambiare, evolvere artisticamente, sperimentare, quello sì, quello bisogna farlo, per non lasciarsi intorpidire e rischiare di scomparire. Tomorrow (e non l'intero Roses che ovviamente non possiamo ancora ascoltare) dimostra che non è così.
I Cranberries sono tornati e io non mi sento tanto bene. Magari devo provare con "Show me the way", altro estratto dal loro nuovo album. Buh, chi lo sa. Aspetto, intanto.
Alessandro Papadakis
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Rosalba Grillo mercoledì 30 novembre 2011 - 21.27