Basta il nome per fare illuminare lo studio, o forse l'Italia intera. Roberto Benigni ovunque va si becca standing ovation a priori. Subito dopo, si comincia subito a parlare di Silvio Berlusconi: che palle. Non per essere acidi o cattivi, però davvero non se ne può più. Roberto Benigni è un grande personaggio e un grande artista italiano che verrà ricordato per molto tempo, però bisogna smetterla di limitare la sua figura a gioppino che sfotte il nano e i suoi compari.
Ieri sera appunto, appena entrato in studio, chissà qual è stata la prima cosa che gli ha chiesto Fabio Fazio:
E' patriota Roberto Benigni, illustre esponente della cultura italiana nel mondo. Quando parla dell'Italia si agita, si infervora, esprime tutta la passione che lo rapisce al sol pensiero della storia e dell'Unità d'Italia.
E infatti quando si scaglia contro Bossi e la Lega, se ne esce con una battuta geniale:
"Camicie verdi, lauree in bianco e conti in rosso. Praticamente il tricolore".
Solo che poi, per correttezza, si mette a fare il paraculo e a difendere quello che definisce un popolo straordinario, dimenticando che spesso quel popolo straordinario si ritrova unito contro il diverso. Eh ma allora no, allora che senso ha prendere in giro, se poi ti metti a correggere il tiro? E che senso ha parlare di popolo leghista straordinario? Non eravamo tutti italiani?
Capisco che non poteva fare altrimenti, essendo sulla televisione statale, però stona. E' evidente.
Voi che ne pensate?
Se volete riguardare l'intervento di Roberto Benigni di ieri a Che tempo che Fa, ecco la prima parte:

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