Tra i film in uscita questo autunno, La collina dei papaveri è sicuramente uno di quelli che aspettiamo di più. L'ultima fatica dello Studio Ghibli, tratto dal celebre shojo manga Kokuriko-zaka kara (From up on Poppy Hill), diretto da Goro Miyazaki, figlio del grande Hayao (che qui è co-sceneggiatore dell'animazione con Keiko Niwa) promette di essere un gioiello d'animazione come sempre.
Kokuriko-zaka kara uscì dapprima a puntate nel 1980 su una rivista edita da Kodansha ed è stato rieditato nel 2010. La storia, ambientata negli anni '60, è quella del legame tra Umi, un'adolescente malinconica che vive in una casa sulla "collina dei papaveri", affacciata sul porto di Yokohama, e il compagno diciassettenne Shun, che ogni giorno, affascinato, la guarda issare bandiere per "salutare" il padre marinaio, scomparso nella guerra di Corea. Il legame tra i due si trasforma ben presto in impegno comune per la causa studentesca (la lotta per salvare il collettivo Quartier Latin, minacciato dalla modernizzazione post bellica) e per la ricerca delle loro vere origini. I loro destini personali si fondono così con quelli collettivi, e la critica sociale non rinuncia alla poesia.
Putroppo in Italia, dove il doppiaggio e la distribuzione sono a cura della Lucky Red, sarà possibile vederlo per un solo giorno, il 6 novembre 2012.
Di seguito proponiamo l'ottima recensione di Cineblog.
Un piccolo gioiello d’animazione, in equilibrio tra il vecchio e il nuovo, la nostalgia e il coraggio di avanzare, il Giappone devastato dalla Seconda Guerra Mondiale e un futuro da costruire, il sogno di una nazione e la realtà del quotidiano, le problematiche giovanili e quelle sociali. Una gemma incastonata nello scrigno di capolavori della factory giapponese, premiato come “Migliore animazione dell’anno” al Tokyo Anime Award e al 35º Japan Academy Award, che dopo la produzione e distribuzione giapponese (Toho), rallentata dal disastro causato dal terremoto e dal maremoto del 2011, il passaggio fuori concorso nella sezione Alice nella Città del Festival di Roma 2011, del Future Film Festival 2012 di Bologna e del Lucca Comics & Games 2012, arriva anche nelle nostre sale, per un solo giorno, il 6 novembre 2012, con la distribuzione e il doppiaggio a cura della Lucky Red.Questa foto coglie il primo ‘contatto’ tra la studentessa quindicenne Umi Matsuzaki e il compagno diciassettenne Shun Kazama, tra la ragazza che sventola bandiere dalla collina e il ragazzo che le guarda tutti i giorni sulla barca del padre adottivo, tanto affascinato dal rituale da affidare al giornale della scuola che dirige, il suo messaggio per la ragazza fiera che volge il pensiero al cielo “Fair girl, why do you send your thought to the sky?”Un contatto destinato a trasformarsi in legame, amicizia, amore e forse qualcosa di più, a partire dalla complicità nella lotta studentesca per ristrutturare il collettivo “Quartier Latin”, baluardo culturale degli anni ‘60, ridotto a quartier generale di club scolastici, storia, ricordi e tutto il vecchio e fatiscente, minacciato dall’avvento del processo di modernizzazione post bellica nell’anno 38 dell’Epoca Showa, ossia il 1963, un anno prima del riconoscimento internazionale della nazione sancito dai XVIII giochi Olimpici di Tokyo.Uno storico edificio che lascia coesistere giovani entusiasmi e rivoluzioni copernicane, le macerie del passato e i fondamenti della modernità, di un Giappone che ha edificato il nuovo continuando a glorificare le tradizioni, tra piani di cultura e strati di passato collegati da carrucole, filosofia ed esperimenti di laboratorio, accampamenti di tende, poetica del quotidiano e nuvole di polvere, che lo studio Gibli glorifica insieme alle nebbie del porto e del passato, con tutta la poesia e magia del tratto animato.


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