I Magnifici 5, il reality di Fabrizio Corona: al via i casting

C'è Fabrizio Corona dietro il reality "scientifico" il cui scopo è raggiungere la felicità in 6 mesi.

di | Entertainment

THUMB Magnifici5

Stanno per partire i casting per i concorrenti del reality I Magnifici 5.

Che reality è? L'idea di base è questa:

L'uomo è felice. I problemi della vita lo rendono infelice. Eliminiamo i problemi e l'uomo tornerà felice.

Che tradotto in linguaggio televisivo, però, suona un po' meno immediato:

Prendiamo 5 esseri umani (2 uomini e 3 donne), mettiamoli in una villa al mare, diamo loro un milione di euro a testa, la possibilità di viaggiare e di fare quello che vogliono. Facciamogli seguire corsi tipo biologia del piacere, tecniche di seduzione e life coaching. E diamogli anche, già che ci siamo, un personal trainer e un look maker. 

Scommettiamo che diventeranno felici?

No, non è uno scherzo. E' davvero questo il concept della strana accoppiata Fabrizio Corona- Maurizio Miani, il primo sostenitore e consulente, il secondo ideatore e produttore.

Semplicistico dire che basti essere ricco per essere felice? Non lo è. Pensate alle religioni, alle migliaia di movimenti spirituali declinati in ogni forma che da sempre, dagli albori dell'umanità, predicano la rinuncia ai bisogni e all'attaccamento materiale. Si erano sbagliatiAvere è essere, a quanto sembra, e un buon personal trainer potrebbe valere anche più di molte ore di meditazione. Miani, legato agli ambienti della sinistra radical chic, ha sviluppato negli anni una teoria edonista della felicità e spiega così l'idea alla base del reality:

Al posto dell’attuale struttura sociale fondata sul dolore, sul  divieto, sulla negazione, sulla costrizione all’essere felici entro canoni innaturali dettati da ordinamenti precostituiti, auspichiamo che l’essere umano possa perseguire la felicità ed il piacere come elemento fondante e naturale della sua esistenza in una nuova società nella quale il felice sviluppo di ciascuno sia quello di tutti.

Vi sembra un po' buddista? Vi sembra un po' tirato per i capelli? Sappiate, miscredenti, che è una vera teoria filosofica, elaborata dallo stesso Miani, che si chiama "Gunther Project".

Gunther è il nome del suo cane.
 
Ma vediamo in dettaglio come lo stesso sito Gunther Project spiega l'esperimento:
Nei giorni scorsi è stata lanciata una grande campagna al fine di individuare cinque ragazzi/ragazze che, dopo opportuna selezione, potranno vivere secondo i canoni del Gunther pensiero.
E una volta individuati?
L'elemento base del progetto è il modulo (...) formato da 3 donne e 2 uomini che interagiscono socialmente tra di loro e con elementi esterni. Il fine di questi elementi (...) è realizzare uno stile di vita ispirato ad un modello di ottimizzazione delle potenzialità umane di ricerca e gestione del piacere.
Fin qui potrebbe anche sembrare carino. Anche perchè non si capisce niente. Poi però andiamo avanti e leggiamo: 
Il grado di sviluppo armonico sarà monitorato costantemente da tre indicatori visibili, in quanto posti sul corpo dei volontari, che ci diranno in tempo reale (forse perchè la felicità è sfuggente, NdR):
Grado di soddisfazione della propria vita sessuale.
Grado di accettazione dell'innovazione. (??)
Grado di sviluppo professionale artistico.
Un numero finale esprimerà la somma dei tre risultati.
Cosa dovranno fare le cavie i concorrenti per dimostare di essere felici e vincere, o perlomeno per non essere sbattuti fuori? Grandi sorrisi? No, non basta perchè:
Sarà possibile eliminare e sostituire uno dei partecipanti per vari motivi, come ad esempio: un atteggiamento indolente ed ozioso, una spiccata incapacità di evitare i conflitti (...), una specifica volontà di non vivere sessualmente e socialmente la promiscuità come elemento fondante di un libero sviluppo, l'incapacità o la non volontà di perseguire con determinazione l'obbiettivo di rinnovamento e di rinascita.
Avete letto bene. E anche noi, purtroppo. O si tro@&% o si esce.
A parte che di diverso dal Grande Fratello c'è solo la programmaticità della cosa, speriamo sinceramente di sbagliarci, di aver interpretato male. Speriamo che si tratti veramente di un esperimento scientifico serio e rigoroso, e non, come sembra fino adesso, un delirio da setta minoritaria. 
 
 
 
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