Almeno una volta nella vita, online o con gli amici,
ci abbiamo giocato tutti.
Poi arriva la volta in cui c'è almeno uno di loro che, online, comincia a giocarci a soldi. Pochi spicci, uno o due euro a partita che ne fruttano più o meno altrettanti.
E così il Texas Hold'em diventa
la cosa da fare appena arrivi a casa, o appena prima di andare a dormire. Nottate passate per vari tornei (
le piattaforme non si contano) che al vincitore offrono persino la partecipazione ad un torneo live, spesso a Venezia o a Campione.
Fino ad ora era tutto qui, ma come ha scritto
Giuseppe Bottero per La Stampa.it e come ha ripreso Dagospia,
le cose stanno per cambiare:
La data cerchiata in rosso dagli irriducibili della puntata è il 18 luglio, giorno in cui anche in Italia cadranno tutte le barriere su poker e casinò online: da lunedì il gioco d'azzardo sulla Rete diventa legale e le fiches lasciano spazio ai soldi, quelli veri. Per gli organizzatori è una svolta, per lo Stato una manna: degli 1,4 miliardi di euro garantiti dai giochi alla manovra, una fetta consistente arriva proprio dal web.
Per l'articolo Bottero ha poi chiesto il parere a chi, come
Tiberio Redaelli (amministratore del portale Poker Italia Web), con il poker ci campa:
«Per ora chi ha investito nel mondo del poker ha incassato poco, ma la liberalizzazione attirerà da noi i professionisti di mezza Europa. E poi si giocherà dappertutto, con il cellulare o lo smartphone. Hai due minuti di tempo libero? Puoi puntare fino a mille euro, il tetto massimo, con la velocità di un "Gratta e vinci". Credo che nel giro di qualche mese faremo i conti con il 30-40 per cento di giocatori in più».
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