La censura di solito è stupida ridicola retrograda e chi più ne ha più ne metta. E non è che noi abbiamo l'atteggiamento blasé e non ci stupiamo / scandalizziamo più di niente, ma è che di solito chi decide la censura e fa la censura è poco più evoluto del Trota e poco meno raffinato della Minetti in lingerie. Se c'è qualcosa di più ridicolo della censura, comunque, è la censura del MOIGE. Il MOIGE sarebbe l'organo di controllo genitoriale sui contenuti non adatti ai più piccoli trasmessi in tv (e altri media). Sarebbe anche un'associazione apartitica e aconfessionale, se non fosse che basa il suo operato su dichiarazioni del tipo:
Il rapporto sessuale fra due persone non sposate ha in sé qualcosa di ingiusto o di non veritiero, dato che esse non si appartengono ancora pienamente al punto da donare e ricevere ciò che hanno di più intimo. Cosa che invece viene legittimata proprio dal matrimonio
Far rientrare la condizione omosessuale nella categoria della normalità porta innegabilmente alla caduta dell'interesse scientifico verso una reale soluzione del problema.
è impoverita dalla mancanza di orientamento morale di quasi tutti i suoi personaggi, che adottano un atteggiamento ambiguo e poco risoluto (???) in ogni situazione, a volte persino poco comprensibile rispetto al complessivo andamento delle vicende. Nella Tierra de Lobo quasi tutti cedono a seduzioni, tradimenti, corruzione e inganni e l’attrazione sessuale domina o determina l’agire della quasi totalità dei personaggi. I riferimenti all’erotismo sono insistenti e continui anche in fascia protetta.
Gli spot imperversano ad ogni orario e su ogni canale e continuano a scuotere lo spettatore puntando sulle impressioni violente. Lo spot ha, infatti, un inizio languido e melenso, ma improvvisamente cambia direzione impressionando lo spettatore con un inaspettato soffio gelido che fuoriesce da una bottiglia e congela in modo raccapricciante il volto della protagonista sfigurandolo completamente. Si tratta non solo di uno spot demenziale e di cattivo gusto, ma in grado anche di creare un forte turbamento negli spettatori più piccoli che rimangono eccessivamente colpiti dall’inaspettato cambiamento di stile.
Con questa trovata, non solo commerciale ma anche culturale, la TIM continua ad alimentare l’orgoglio delle imprese nazionali unendo però con sapienza storia ed umorismo, lasciandoci immaginare come sarebbero state le grandi imprese del passato se fossero state arricchite dal divertente uso delle nuove tecnologie di comunicazione.




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