McDonald's nei libri di scuola media: una campagna di marketing davvero vergognosa [FOTO]

In un libro per scuole medie c'è una pagina dedicata alla dieta del fast-food. A promuoverla e a sponsorizzarla, guarda caso, McDonald's.

di | Attualità

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AGGIORNAMENTO: il libro in questione si intitola Tecno Idea ed è edito da Atlas. Alla richiesta di chiarimento rivolta da un blogger del sito di Beppe Grillo, sorpreso per la presenza di marchi pubblicitari all'interno di questo libro di testo, la redazione di Atlas ha risposto così:

Gentile prof. Gilberto Tarocco,
 
rispondiamo volentieri alla sua richiesta di chiarimenti, per ribadire con assoluta fermezza che nessuno dei testi editi dalla nostra Casa editrice - compreso il da Lei citato Tecnoidea – Materiali, Settori produttivi, Energia – contiene messaggi pubblicitari, siano essi da considerarsi espliciti od “occulti”. Vengono proposti, invece, alcuni esempi di prodotti reali e su tale questione, per evitare equivoci e fraintendimenti, desideriamo fornirLe alcune precisazioni.
 
Nell’ambito di una disciplina che richiede riferimenti affatto concreti, e dove quindi l’esempio risulta tanto più efficace quanto aderente alla realtà e supportato da elementi visuali e grafici pertinenti e precisi, il ricorso alla citazione - mai gratuita e sempre ampiamente giustificata da chiari e obiettivi fini didattici - di marchi ormai entrati a pieno titolo nel costume sociale e in un immaginario collettivo condiviso risulta una scelta editoriale tesa ad offrire la massima efficacia didattica.
 
La piena e netta adesione al Codice di Autoregolamentazione del Settore Editoriale Educativo è, perciò, ampiamente rispettata e garantita: questo per quanto riguarda le tutele dovute al Suo ruolo di insegnante ed educatore.
 
Ci permetta, infine, di rassicurarla personalmente come padre: la professionalità e l’integrità etica che contraddistinguono l’ATLAS da oltre cinquant’anni possano essere per Lei la migliore garanzia della qualità e dell’obiettività dei nostri libri.
 
Cordiali saluti.
 
 
REDAZIONE
Istituto Italiano Edizioni Atlas
Tel. 035/249711 – Fax. 035/216047
www.edatlas.it - edizioniatlas@edatlas.it

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C'è una nuova frontiera del cattivo gusto e (anche) stavolta l'ha raggiunta McDonald's. Esiste un libro, quello di Tecnologia delle scuole medie (uno dei tanti disponibili in Italia), che alla sezione “Materiali Settori produttivi Energia" (pag. 177) riporta una scheda nutrizionale di un menu tipo del fast-food. Non solo, il menu proposto, dettagliatissimo in calorie e componenti energetici, è sponsorizzato da McDonald's, per l'appunto. Guardate la foto qui sotto per capire di cosa stiamo parlando.

Crediamo sia obettivamente discutibile. Propinare in un libro scolastico un menu che non apporta alcunché di davvero nutritivo, tanto meno ai ragazzi di quell'età (peraltro molto sensibili alle magie propinate loro dal marketing), e rendere persino consigliabile quel tipo di alimentazione, spacciandola per buona, è davvero un passo falso. Se guardate bene l'immagine, in alto a sinistra noterete un box che riporta:

alimentarsi al fast food non sempre e non necessariamente significa asumere calorie e grassi in esubero. L'evoluzione, nella tipologia e nella disponibilità di cibi e bevande, consente una maggiore possibilità di scelta 

Naturalmente in alto, all'intestazione di pagina, il logo e la fascetta rossa di McDonald's sono facilmente riconoscibili, e indicano una manovra di marketing ben precisa. Che vuole colpire il cliente sin da subito, senza farsi troppi scrupoli. Perché, ripetiamo, l'alimentazione media del fast-food non è assolutamente consigliabile. E non siamo noi a dirlo, ma lo dice ogni rapporto medico sui danni causati dalla frequentazione impropria di queste catene di ristorazione.

Ci sentiamo, quindi, di sposare al 100% la tesi esposta da Adriano Aiello di Dissapore.it, che vi riportiamo interamente qui sotto. Niente da eccepire. Tutto da ridire invece nei confronti di McDonald's e, ancor di più, nei confronti dell'editore del libro di testo, che peraltro non avrebbe neanche potuto, per legge, permettere una cosa del genere. Leggete qui sotto per capire ancora più a fondo:

(1) Con i ragazzi in età scolare non si scherza. Se il marketing gioca da sempre una battaglia ai confini della moralità per raggiungere i consumatori più appetibili, ciò non toglie che debbano esistere dei limiti invalicabili. E se già ci sono non è bello doverli riaffermare.
 
(2) La guerra ideologica a McDonald’s non mi interessa e indebolisce la sostanza. Non è in gioco un’idea politica del mondo; è in gioco una questione di civiltà e di verità. Per me possono impegnare tutte le risorse che vogliono, chiamare Gualtiero Marchesi – e pure Adrià se gli parte l’embolo – appaltare ricerche ridicole e fare i peggiori carpiati per legittimare la qualità della loro proposta, tanto il fatto incrollabile è che il loro modello di alimentazione non può passare come virtuoso. Non lo dico io, non lo dicono i vegani scalzi o quelli che hanno sotto il cuscino il libro nero delle aziende da cui tenersi alla larga, lo dice la scienza dell’alimentazione in decenni di acquisizioni critiche progressive, lo dicono studi che dimostrano di volta in volta qualcosa di allarmante, dal rapporto con l’obesità ai danni cerebrali. 

Ci aveva già provato l’ex Ministro dell’Agricoltura, il leghista Zaia, e da ste parti si è preso le giuste bastonate, tanto che il Guardian pure ha pensato di dare un’occhiata al nostro allarme.
 
(3) Però la scuola non può e non deve avallare che al costo di 21,50 euro un testo in uso spieghi ai tuoi figli la dieta del fast food, e in particolare che “alimentarsi al fast-food non sempre e non necessariamente significa assumere calorie e grassi in esubero“. 
Non è solo una questione morale ma anche giuridica. Per chi non ne fosse a conoscenza esiste un Codice di Autoregolamentazione del Settore Editoriale Educativo (si apre un Pdf), che alla voce Pubblicità commerciale dice che “L’editore si impegna a non inserire messaggi pubblicitari, né espliciti né redazionali, nei libri e negli altri strumenti didattici di adozione”.
 
Che facciamo Editore, ti impegni?

Fonte: dissapore.com

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