Il Mc Donald's di Galleria Vittorio Emanuele a Milano ha chiuso. Un ristorante che stava a cuore alla città, perché democratico. Evidentemente un pasto per niente nutriente, ricco di grassi e zuccheri, oltre che di dubbia qualità, è da definirsi democratico. Ma alla chiusura del locale, oggi 16 ottobre 2012, c'era parecchia gente, perché Mc Donald's questo pranzo democratico lo offriva a costo zero. Davanti alle porte del fast-food, allora, si sono presentati i maggiori esponenti della nostra generazione, quella impegnata, quella pronta a scendere in piazza.
Quella che non c'ha na lira e che un panino gratis non si rifiuta ma-che-sei-scemo-ci-sono-pure-le-patatine. Gli slogan (di protesta) devono essere stati questi: "dai forza muoviti che sto morendo di fame", "io mica son scemo, mi ordino quello che costa di più", "ah ma che davvero McDonald's chiude?" "ah ci mettono Prada? Ma regalano pure le borse nel nuovo McDonald's?". Sono i giovani con gli occhi spalancati dall'attenzione, quelli con la bocca tremante di rabbia, con le mani pronte a chiudersi in un pugno. Tutti effetti secondari causati dall'assunzione di troppi zuccheri e dall'eccessiva esposizione al wi-fi, però.
Questi giovani muniti di ogni arma sociale utile allo scontro-se-necessario (tipo i brufoli, l'iPhone e la scoliosi) sono stati fotografati con i loro cartelli e i loro capelli scintillanti di gel. Si tratta di foto di gruppo desolanti, dove la massa minorenne non dimostra nulla di quello che, forse, McDonald's voleva realmente dimostrare, ovvero che la cittadinanza ci teneva a questo posto dove sedersi il sabato pomeriggio e godersi la tranquillità (?) del centro milanese. La verità è che in Galleria Vittorio Emanuele non c'è nessun altro posto in cui farlo veramente. La verità è che McDonald's costa poco e non è impegnativo. La verità è che spesso ci troviamo a mangiare di merda quando siamo fuori.
La verità è che se chiedi ad una casalinga o ad un pensionato a caso perché gli mancherà McDonald's (come è successo in questo VIDEO), e se glielo chiedi proprio durante il week end, quando finalmente ha potuto prendersi due ore di aria per uscire di casa, dopo una settimana sfiancante, stai pur certo che ti dirà che McDonald's gli mancherà. E si inventerà pure una scusa per l'occasione. Ma stai certo anche che quello stesso pensionato non tornerà mica lì a protestare quando il ristorante chiuderà. Tanto siamo a Milano, bellezze. Per un McDonald's che chiude c'è un Prada che apre, e anche un altro McDonald's a due passi (in piazza Duomo), un Burger King dietro l'angolo, uno Spizzico a un tiro di schioppo.
L'ultimo giorno di vita di un McDonald's è solo un'altra occasione per McDonald's di fare altro marketing sociale, sfruttando il qualunquismo e il pensiero a sforzo zero. Quello che fa credere a un ragazzino di 16 anni che scrivere su un cartello "vergogna Pisapia, i giochi sono finiti" basti a sentirsi orgogliosi, perché "le aziende del lusso devono morire tutti. Viva la democrazia!". Come se McDonald's fosse la trattoria della nonna, come se McDonald's non pubblicizzasse sui libri delle scuole medie i propri menu spacciandoli per buoni (LEGGI QUI).
Buongiorno ragazzi, ben svegliati. Posate le armi (cioè raddrizzate le schiene, spegnete i cellulari e pulitevi il viso con una crema esfoliante) e state tranquilli. E sperate che Prada vi costruisca un ristorantino carino carino dove tornare a sedervi e prendere un caffè (a 5 euro, però).
Foto di Zero.


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