Filippo Magnini, dopo la delusione olimpica, si sfoga su Twitter. E dà l'addio a Twitter. Su Twitter. Ecco come:
Segue il classico can-can del caso. (E noi non ci tiriamo indietro, infatti).
Intanto, Serra dalla sua Amaca ci ricorda che non è Twitter a essere cattivo: è il mondo a esserlo. E che la differenza tra Twitter e il mondo è che il mondo lo puoi lasciar fuori dalla tua vita, invece nella bolgia di Twitter ti ci ficchi volontariamente: non lamentarti. E tu, Magnini, che hai iniziato a twittare quando eri vincente e celebrato, se il vento è cambiato: non lamentarti.

Non sono del tutto d'accordo con Serra (non lo sono mai stata in vita mia, del resto) e per due motivi. Primo: perchè anche quando sei vincente e celebrato -e forse ancora di più- ci sono gli invidiosi, i troll e i cretini che ti sfottono, ti criticano e ti provocano. Ma siccome tu sei in una posizione forte, non te ne frega niente. E' quando sei a terra e abbattuto di tuo - quando le cose non vanno bene - che gli sciacalli si abbattono ed è allora che fanno male. E' allora che la solidarietà dei fan ti sembra troppo tiepida per scaldarti, e freddissimi e cattivi invece appaiono quelli che fan non sono- e non sono mai stati. Sono sicurissima che Magnini ha sempre avuto dei followers che lo seguivano solo per invidia. E' il triste destino dei famosi su Twitter.
Secondo. Non sarà Twitter a esser pieno di gente cattiva. Ma di sicuro l'atteggiamento della gente quando sta su Twitter è più cattivo. Twitter non è affatto un mezzo neutro: quello che si scrive lì, difficilmente si avrebbe il coraggio di dirlo a voce, guardando in faccia qualcuno. Per la gente comune, per l'italiano medio, quello che dice che la Pellegrini ha perso perchè ha mangiato troppi Pavesini, per questa gente Twitter e Facebook sono come dei sogni che si avverano. Perchè prima, quando c'era la televisione, potevano solo invidiare, criticare, odiare da lontano. Ora possono buttarlo in faccia alle celebrità, il loro odio, spesso travestito da satira scadente. E ottengono anche un'altra grandissima soddisfazione: irritarle. E poi, che soddisfazione aggiuntiva, postare la schermata dello scambio di battute col vip incazzato di turno, e ricevere su Facebook il plauso della folla.
Perciò, per non dar loro la soddisfazione, sarei tentata di consigliare a Magnini di restarci, su Twitter. Ma ragionandoci su un po', io spero, veramente, che se ne vada. Lui e tutti quelli come lui, che sono rimasti scottati dal mezzo, e oltre a questo criticati come vecchi, incapaci di stare al gioco e prenderla con filosofia. Ma quale filosofia. Io vorrei vedere uno qualsiasi di questi Rambo da tastiera, di questi giustizieri da divano, alle prese con la mole di insulti travestiti da libere opinioni che ricevono questi personaggi.
Se io fossi una celebrity- ma spero di non diventarlo mai, e mi sto impegnando per riuscirci- mi iscriverei ai social con un falso nome, e stop. Fregando tutti quelli che mi odiano solo perchè sono io, e godendomi finalmente il bello dell'essere social.
Alice Mascheroni
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