Vale di più un kilo di blogger o un kilo di giornalisti?
Di sicuro i primi costano meno: anche perché non vanno pagati. La dichiarazione di Lucia Annunziata, direttore dell'Huffington Post fresco di lancio in Italia, alla Social Media Week di Torino riapre una ferita aperta.
Secondo la Annunziata,
I blog non sono un prodotto giornalistico. Sono commenti, opinioni su fatti in genere noti: è uno dei motivi per cui i blogger non vengono pagati.
La Annunziata dimostra così nuovamente quanto il giornalismo tradizionale di cui lei è esponente sia lontano dalle logiche della rete. E mentre ci chiediamo per l'ennesima volta perchè sia stata scelta proprio lei per dirigere una testata che sulla rete è nata, si riapre il dibattito, che va avanti da anni, sul ruolo del giornalismo nell'era dei blog. Dibattito in gran parte inutile e molto italiano, visto che in questo Paese il "giornalista" è un animale protetto e guai a chi lo tocca.
Nel web 2.0 i confini sfumano ed appare chiaro che un blogger, se si documenta e fa ricerca, fa informazione, mentre un giornalista sciatto che scrive l'ennesimo articolo su "Le reazioni di Twitter" non fa informazione. La differenza quindi non è tra chi ha un tesserino e chi no, ma tra chi fa informazione di qualità e chi no.
Arroccarsi nei privilegi di casta però sembra spesso l'unica risposta di un giornalismo in crisi. Mentre i giornali cartacei agonizzano e le loro versioni elettroniche proteggono, nei modi più goffi, il copyright di quello che pubblicano, nella blogosfera tutto gira velocemente in CC, licenze Creative Commons e simili, cioè tutto è a disposizione di tutti a condizione di citarne la fonte.
Le logiche del web non sono quelle degli altri media ed è vero che un blogger magari esprime solo un'opinione, ma è altresì vero che quell'opinione è frutto di studio, ascolto, confronto e che viene articolata in modo da essere condivisa e arricchire il dibattito generale. Tant'è che l'Huffington Post americano è stato oggetto di una class action da parte dei suoi blogger una volta che ha cominciato a monetizzare. Quegli stessi blogger che in fase si start up avevano entusiasticamente dato la loro disponibilità a lavorare gratis.
Ma evidentemente per la Annunziata questo in Italia non potrà mai avvenire.
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