Oggi tutti i negozi italiani di Fnac sono chiusi. Per sciopero. I dipendenti Fnac aspettano, da mesi, di sapere se entro la fine dell'anno resteranno a casa.
Sì perché FNAC in Italia chiuderà, probabilmente, tutti i punti vendita entro la fine del 2012. Parliamo di 8 negozi nelle prinicipali città italiane e di circa 600 dipendenti.
La catena francese di distribuzione multimediale versa in cattive acque. Il marchio FNAC appartiene al gruppo francese PPR, di proprietà Pinault, lo stesso che controlla colossi del lusso come Gucci, Bottega Veneta e Yves Saint Laurent.
E proprio la strategia di puntare sui più remunerativi marchi di alta gamma avrebbe fatto scattare la decisione di abbandonare la Fnac al suo destino. I lavoratori Fnac, nelle loro proteste, hanno abbracciato la dicotomia "Lusso vs. Cultura" al grido di battaglia "Il lavoro per noi non è un lusso", oltre a ribattezzare la Fashion Night Out "Fnac Fashion Nightmare".
I prezzi, bisogna dirlo, non sono mai stati concorrenziali. Come non lo è mai stata l'offerta. In compenso, punti vendita sovradimensionati in pieno centro nelle città più grandi d'Italia. Una strategia molto "grandeur" e poco arrosto. Però alla Fnac molti di noi sono affezionati. Era la scenografia fissa dei giri in centro, una presenza forse non significativa ma rassicurante. Del resto è in Italia dal 2000. La prima ad aprire nel nostro Paese fu la filiale di via Torino a Milano.
Se volete aderire alla causa "Salviamo Fnac" su Facebook potete farlo qui. Ma francamente siamo poco ottimisti.





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