Scagliarsi contro Antonio Cassano è come inseguire i piccioni in piazza Duomo a Milano: è una crudeltà non richiesta. Non che Cassano sia intelligente (o poco intelligente) come un piccione, non oseremmo mai dirlo, ma ammetterete che prendersela con lui è pure sin troppo facile. Cassano palesemente non ha né l'educazione, né la cultura adatte a discutere un certo tipo di argomentazioni. Tipo i gay e i gay nel calcio. Se queste cose nessuno te le insegna, allora queste cose non potrai mai saperle.
A dirla tutta si potrebbe quasi provare più rabbia nei confronti del giornalista pavido che gli ha fatto la domanda, consapevole di andare a gettare un fumogeno nella mischia. La domanda era: "Cecchi Paone ha detto che ci sono almeno due gay in nazionale. Lei cosa ne pensa?", o qualcosa del genere. Già ce lo si può immaginare il giornalista che subito dopo aver fatto la domanda dà di gomito al suo vicino, come a voler insinuare "aspetta, aspetta che qui ora ci sarà da ridere". E difatti da ridere c'è stato, come potete vedere nel video qui sotto.
"Son froci? Problemi loro. Mi auguro veramente che non ci sono in nazionale", le parole del calciatore. E cosa ci si aspettava che dicesse Cassano? Ci si aspettava che partisse con un discorso in difesa delle diversità nello sport, a sostegno del coming out negli spogliatoi? Per carità. Ovvio che dispiace che abbia detto una cosa del genere, ovvio che se certe cose non sai neanche dove stiano di casa non devi neanche provare a formularci su un pensiero, però a noi le sue parole non sono risultate scioccanti, bensì prevedibili. A noi sembra provocatoria solo la domanda del giornalista, che ha scatenato una polemica sì inevitabile, ma dove i colpevoli e i fattori in gioco sono più d'uno.

Nel frattempo, però, Cassano ha chiesto scusa con parole che, è lapalissiano, non gli appartengono veramente:
mi dispiace sinceramente che le mie dichiarazioni abbiano acceso polemiche e proteste fra le associazioni gay: l’omofobia è un sentimento che non mi appartiene, non volevo offendere nessuno e non voglio assolutamente mettere in discussione la libertà sessuale delle persone. Ho solo detto che è un problema che non mi riguarda e non mi permetto di esprimere giudizi sulle scelte di altri, che vanno tutte rispettate.
Sono parole di scusa che lasciano il tempo che trovano. Perché gli sono state dettate o, ancora più probabile, sono state scritte per suo conto da qualcuno del suo staff. Antonio Cassano non ha imparato nessuna lezione, così. Non ha imparato veramente che l'omofobia è una stron*ata, né ha imparato a difendersi dai tranelli che i simpatici giornalisti si divertono a tendergli ad ogni conferenza stampa. Antonio Cassano, il pubblico a casa che assisteva all0intervista, i giornalisti e lo spot tutto hanno solo imparato che quando si può fare casino tutto è lecito, anche l'umiliazione. Di tutti.
In questo modo rimane solo l'amarezza, quella di un meccanismo che si autoalimenta e che rende evidente un solo e unico problema reale: quello delle scarse sensibilizzazione e informazione sull'argomento. Nel calcio, nel giornalismo, nella vita oseremmo dire.




mikeianni mercoledì 13 giugno 2012 - 22.15
Se a me avessero fatto una domanda del genere avrei semplicemente risposto "ma scusi cosa centra una domanda del genere? si rende conto che lei non è un giornalista ma un poveretto?" invece no, abbiamo assistito alla solita scenetta tipica di questo piccolo paese omofobo e fascistello.
Il problema vero che tutti i ragazzini nei prossimi giorni avranno un opinione sui "froci" come li chiama Cassano.
Inoltre mi sarei aspettato che venisse allontanato dalla nazionale e invece nulla mah?
Poveretto mi fa pena.