MyFarm: Farmville diventa reale, ma senza cannabis

Addio, Facebook! Il giochino online più famoso del social network di Mark Zuckerberg non è più soltanto un’applicazione. Perché Famrville è diventato reale, con mucche, percore, maiali vivi e vere piantagioni britanniche messe a disposizione degli utenti partecipanti al progetto MyFarm.

Il programma, promosso dal National Trust inglese (storica associazione fondata quasi duecento anni fa per preservare l’ambiente durante la rivoluzione industriale), si pone come obiettivo di incentivare la produzione biologica e la sensibilizzazione alla stessa: quindi, perché non sfruttare la struttura del famoso gioco online per ottenere visibilità?

Sono gli internauti a decidere, esattamente come nel gioco, quali animali saranno allevati e quali colture dovranno essere piantate sui terreni della Wimpole Home Farm, la fattoria in cui le decisioni degli utenti saranno messe in atto.

Il tutto con una serie di regole, nel rispetto delle leggi locali e nazionali – “niente piantagioni di cannabis” precisa Richard Morris, promotore del progetto- , ma senza restrizioni di sorta oltre a quelle legali: “sicuramente ci saranno decisioni inaspettate” aggiunge.

Il costo è di 30 sterline a pagamento unico, comprensivo di tutte le decisioni e della possibilità di visualizzare il proprio operato virtuale “sul campo” ogni qualvolta lo si desideri: dal lancio già 1500 persone si sono iscritte e sono in costante crescita.

Sito di MyFarm: >> QUI
Wimpole Home Farm: >> QUI
National Trust: >>QUI

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Giovedì 05/05/2011 da Sara.Ragazzi in ,

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