Facebook contro Google: “Viola la privacy e ruba i nostri dati”

Quando si parla di internet, web, rete, i nomi che girano sono sempre gli stessi: Google e Facebook.
Il primo ha il maggior numero di visitatori unici al giorno, il secondo segue a ruota (anche se è in testa in quanto a traffico totale): che i due colossi mondiali siano destinati ogni giorno a incrociare i propri interessi e strategie, è inevitabile.
Stavolta però, qualcuno ha fatto il passo più lungo della gamba. Chi? E’ complicato.

Succede che ad un certo punto delle settimane passate, la società americana per le pubbliche relazioni Burson-Martseller si mette in contatto con diverse testate giornalistiche (USA Today) e blogger settoriali. La Burson-Martseller consigliava di scrivere articoli critici e sconcertati su quelli di Mountain View, colpevoli secondo loro di violare la privacy degli internauti.

Uno dei blogger contattati, tale Chris Soghoian, si è rifiutato di accetare il loro invito, e ha invece deciso di rendere pubblica la cosa, caricando in rete le email scambiate con la Burson-Martseller (che potete leggere >>>QUI). In una di queste, si legge:

“Google, as you know, has a well-known history of infringing on the privacy rights of America’s Internet users. Not a year has gone by since the founding of the company where it has not been the focus of front-page news detailing its zealous approach to gathering information — in many cases private and identifiable information “” about online users.”

Chi il mandante? Facebook. Ci hanno messo poco ad ammettere il proprio coinvolgimento, dichiarando al The Daily Beast di aver ingaggiato la Burson-Martseller per due ragioni (che in realtà si riduce solo alla seconda):
1- Google si sta muovendo verso il social networking in maniera sconsiderata, violando la privacy;
2- Google è colpevole di violare i termini di uso di Facebook, sfruttando i dati dei suoi utenti per i propri scopi futuri.

La verità è che Facebook si sente minacciata. Poche settimane fa Larry Page (co-fondatore e AD Google) ha definito il social network una priorità futura, lasciando intendere di essere pronti a lanciare il proprio servizio. Fatto sta che arrivare a ingaggiare persino una società di pubbliche relazioni per screditare un concorrente, è una mossa azzardata, e che potrebbe persino rivelarsi un casus belli internettiano.

Fonte – LINK

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Venerdì 13/05/2011 da Riccardo.Pavone in , ,

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